martedì 26 gennaio 2010

COMUNE DI PIACENZA - Bilancio sociale di metà mandato

Premessa

Cos’è il bilancio sociale

E’ uno strumento per dar conto ai cittadini dell’operato dell’Amministrazione, rendendo trasparenti e comprensibili all’esterno i programmi, le attività e i risultati raggiunti.

Il documento può essere organizzato in base a vari criteri: per politiche, per destinatari (famiglie, aziende, associazioni...), per grandi temi (territorio, cultura, servizi alla persona...), per aree geografiche (quartieri, zone...), in base al genere.

Al bilancio sociale è possibile affiancare documenti di approfondimento su temi particolarmente sentiti, o strategici per l’Amministrazione: bilancio ambientale, lavori pubblici, bilancio dei bambini...

Attraverso il coinvolgimento di stakeholder e giurie popolari, chiamati a valutare i risultati raggiunti, il bilancio di mandato può diventare un’occasione di apertura, coinvolgimento ed ascolto della città.

Cosa prevede la normativa

Il bilancio sociale non è richiesto da alcuna disposizione o normativa, anche se la sua adozione è incoraggiata, perchè favorisce la trasparenza e avvicina i cittadini alla Pubblica Amministrazione.

Una direttiva del Ministro della Funzione Pubblica del febbraio 2006 propone alcune linee guida sulla rendicontazione sociale nelle Amministrazioni Pubbliche.

I contenuti

I contenuti dell’edizione 2009 si baseranno sulle linee di mandato.

Per favorire la continuità con l’ultimo documento pubblicato nel 2007 (bilancio di mandato Piacenza 2002>2007), e nell’ottica di realizzare un bilancio dei dieci anni di mandato 2002>2012, l’impostazione grafica e il livello di dettaglio degli approfondimenti saranno simili alla pubblicazione del 2007. Si individuerà inoltre un nucleo di informazioni statistiche e indicatori da riproporre nel documento 2009.

Il valore aggiunto: rispetto alla versione 2007, il nuovo bilancio si apre alla città, grazie ad una sezione destinata ad accogliere le valutazioni e le considerazioni dei cittadini.

Il documento ospiterà dati forniti dalle strutture comunali e in parte provenienti da interlocutori esterni tra cui: AUSL, Camera di Commercio, Università, Società partecipate.

L’apertura alla città

Il bilancio sociale non si compone solo di cifre, ma anche dalla percezione che la città ha di quello che si sta realizzando, e di quanto le azioni messe in atto sono coerenti con le promesse fatte, tradotte in linee di mandato.

Per questo, inserire nella costruzione del bilancio sociale uno spazio dedicato alla raccolta del punto di vista dei cittadini, chiamati a scrivere una parte dei risultati può rappresentare un valore aggiunto.

Le Consulte possono aiutare il Comune in questa fase, contribuendo a segnalare i possibili interlocutori (stakeholder) e partecipando alle fasi di illustrazione dei dati e di valutazione.

Per avere un campione significativo di valutazioni, si propone di raccogliere i feedback sulle diverse tematiche affrontate individuando per ognuna:

- un gruppo di portatori d’interesse (in collaborazione con le consulte);

- una giuria popolare: un piccolo gruppo di cittadini, rappresentativo della composizione della popolazione (età, occupazione, sesso, area di residenza...)

Ai cittadini coinvolti verrà chiesta una valutazione sui risultati esposti nel bilancio sociale, in relazione alle linee di mandato, attraverso interviste individuali e/o focus group.

Le valutazioni, in forma riaggregata, saranno parte integrante del documento finale.

E’ opportuno valutare l’opportunità di affidare la fase di raccolta delle valutazioni e gestione dei focus group a soggetti esterni all’Ente, per non condizionare i portatori d’interesse nell’espressione del loro parere.

Dopo la pubblicazione del documento e la sua presentazione alla città, è possibile attivare una seconda fase di raccolta valutazioni, attraverso sistemi web 2.0 (sondaggi, forum moderati, utilizzando la tecnologia di cui siamo già dotati) e canali tradizionali (ad esempio, attraverso una scheda di valutazione pubblicata sui quotidiani e disponibile presso gli sportelli informativi che i cittadini possono compilare e consegnare presso una qualsiasi sede comunale).

La comunicazione del piano e le iniziative collaterali

- presentazione pubblica del documento (palazzo Gotico) alla presenza di Consiglio Comunale, Consigli di circoscrizione, Consulte, associazioni di categoria, sistema camerale, società partecipate, enti e agenzie, associazioni sindacali, ordini professionali, rappresentanti delle Forze dell’Ordine e della Giustizia, AUSL, rappresentanti del mondo del credito...

- incontri e assemblee pubbliche di presentazione ai cittadini presso le sedi delle Circoscrizioni e le frazioni (con qualche accorpamento);

- incontri di approfondimento su temi particolarmente sentiti, in luoghi ad alto valore simbolico;

- piccola esposizione itinerante nelle sedi del Comune, utilizzando i 3 pannelli già disponibili, per segnalare l’iniziativa, fornire alcuni dati sintetici e indirizzare verso i punti di distribuzione;

- mostra (Urban Center? Salone di Palazzo Gotico?) dedicata ai lavori pubblici (Piacenza, futuro in corso);

- da valutare eventuali altre mostre su temi di particolare interesse per l’Amministrazione (es: presso le sedi principali si potrebbero realizzare mostre sulle politiche di riferimento).

- realizzazione di una sezione dedicata sul sito Internet comunale, con tecnologie web 2.0;

- stampa di 35.000 copie del bilancio di metà mandato (proposta: 24.000 copie da distribuire in edicola, le restanti distribuite in occasione degli incontri e delle mostre, e presso gli sportelli informativi).


I tempi

In linea con i tempi di mandato, il bilancio dovrebbe essere presentato alla città nei primi mesi del 2010.

Di seguito un prospetto sintetico che riassume le principali attività:

entro dicembre 2009:

- definizione degli strumenti da utilizzare;

- scelte in merito al coinvolgimento dei cittadini.

- individuazione dei contenuti, del materiale da ricercare (dati, immagini, testi...) e dei contatti da attivare;

- costituzione del gruppo di lavoro e suddivisione delle attività;

- attività amministrative;

- scelta dei soggetti da coinvolgere e delle azioni da intraprendere per la valutazione;

- contatti / incontri con le consulte in merito alla valutazione;

- individuazione del campione da cui estrarre a sorte la giuria popolare.



dicembre 2009 – gennaio 2010:

- raccolta e rielaborazione dati;

- revisione dei contenuti;


entro gennaio 2010:

- prima bozza del documento e dell’impostazione grafica (lasciando spazio per l’inserimento della valutazione dei cittadini);

- avvio dei contatti con i valutatori, definizione calendario attività di valutazione.


febbraio 2010:

- valutazione da parte dei cittadini (consulte, giuria popolare)

- elaborazione risultati scaturiti dalla fase di valutazione e loro inserimento nel documento


marzo 2010:

- pubblicazione e presentazione del documento finale.

Il gruppo di lavoro

Si propone di istituire un gruppo di lavoro composto da personale delle strutture comunali, simile a quello che ha lavorato sul documento del 2007, valutando il coinvolgimento di soggetti esterni per alcuni temi (in particolare, per il coinvolgimento dei cittadini e la raccolta delle opinioni).

La maggior parte delle attività previste può essere svolte all’interno dell’Ente (scelta dei contenuti, impostazione del documento, recupero e rielaborazione del materiale, attività amministrative...) mentre per altre, in virtù della specializzazione richiesta (impaginazione grafica) della natura delle attività (stampa, distribuzione, interviste agli stakeholder, focus group) sarà necessario affidarsi a interlocutori esterni.

(Nel documento originale segue un esempio tratto dall'esperienza di un'altra città.)

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