“Un elefante in un negozio di cristalli”, …credo che mai definizione più adatta fu data alla RAA: in qualunque direzione si muova “rompe”.
“Rompere” è dunque, il compito della RAA, (non mi avevano detto questo al corso) la definizione era ben più complessa e piena di bei paroloni che spesso volevano dire tutto e niente, ma era così che doveva essere.
La RAA “rompe le scatole “ al coordinatore perché le risorse non sono mai abbastanza; “rompe le scatole” alle assistenti perché il concetto di corretta assistenza è ben chiaro nella sua mente e deve passarlo anche a loro; “rompe le scatole al sanitario e all’assistenziale” perché si lavori in integrazione anche a costo di scannarsi purché , alla fine, si arrivi alla soluzione del problema; “rompe le scatole” anche al servizio guardaroba/lavanderia, perché in un momento di insonnia (sì, perché le RAA soffrono di insonnia) le è balenata l’idea di modificare un paracolpi perché questo diventi più funzionale; “rompe le scatole” perché dice sempre le stesse cose fino alla nausea, così le impari: o ti entrano dentro e le impari per forza, comunque sia lo scopo è raggiunto…insomma detto in una parola: “rompe”.
Non mi avevano mica detto questo al corso…. ma!
E pensare che il corso di formazione che ho frequentato è stato il primo che dava la qualifica europea e che cominciava a parlare della RAA o Responsabile di Nucleo come figura di coordinamento semimanageriale.
Semimanageriale, ma che sarà mai sto “semimanageriale”, e perché semi- poi??
Quel che so è che ci si trova giornalmente a dover affrontare problematiche diverse con le assistenti, con gli infermieri, con il medico, con l’utenza, con i parenti, con i responsabili di altri settori o con le colleghe stesse, con l’ufficio, con l’ottimizzare le risorse (segnatevela questa parola “ottimizzare” è stata inventata apposta e vuol dire “fare tanto con niente” …ma detto così è brutto )
Spesso la RAA è il capro espiatorio di tutti i problemi, qualcosa non va? … è colpa della RAA o perché ha fatto qualcosa o perché non lo ha fatto, ma, che vuoi, succede!
Non pensate che stia facendo la vittima; non la sono e non mi sento tale.
Volevo solo evidenziare un’altra caratteristica necessaria per fare la RAA avere le “spalle larghe”, (anche questo al corso non mi avevano detto ….bha!)
Comunque, in compenso so tutto sulla differenza tra una prestazione ed un servizio, sulla qualità percepita e quella totale, su come si deve lavorare in una azienda certificata, sulle competenze trasversali ( trasversali a cosa poi??) sull’indossare un “vestito” sopra la “persona” (bella scoperta) eppure,…
Ricordo che durante quel corso dissi che è vero che l’utente è, e sottolineo E’ il centro attorno al quale ruota il lavoro, ma che non si doveva non tenere presente la soddisfazione di chi lavora per lui. Si lo dissi e con forza anche e … mi guardarono malissimo!
Ritengo che ancora molto devo imparare nel mio lavoro, che molto ho imparato e che ho passato agli altri qualcosa di ciò che sapevo, ma che, se mi riesce abbastanza bene il compito di RAA è proprio perche amo il mio lavoro e che sono soddisfatta di quello che faccio con tutti i problemi con tutte le lotte per “ottimizzare” per cercare sempre il meglio con il poco che i parametri (bell’affare) ci consentono.
Se non amassi in mio lavoro, se , gli altri in me non percepissero l’entusiasmo con cui lo svolgo, pensate che mi avrebbero seguita in questa avventura?
Neanche per idea. Lo stesso vale per il front-line siano essi assistenti che infermieri, devono essere sostenuti, accompagnati nel loro difficile lavoro, stimolati a dare il meglio di sé e devono sentire che si crede in loro che la loro voce è “LA” voce, è la voce che ogni mattina mi dice “ Mara la sig.ra x ha una faccia che non mi piace…” “Mara dobbiamo riaprire il caso della sig.ra y perché è da qualche giorno che non si idrata a sufficienza” … la voce che va ascoltata, la voce che “vive” il reparto otto ore al giorno tutti i giorni, io lavoro attraverso loro io senza di loro nn sono nulla
Un responsabile è grande tanto quanto lo sono i suoi collaboratori, più riesce a farli crescere e più apparirà la sua grandezza.
Io ho spiegato ed insegnato loro come volevo lavorassero, motivandolo, mi hanno seguito e lo fanno tutt’ora, quello che sono lo devo a loro e quello che sono loro, in parte, lo devono a me. Due parti dello stesso intero all’interno di un contesto che non può più fare a meno della figura di coordinamento della RAA anche se … il conto dei “cristalli rotti” aumenta giorno dopo giorno!!
di Mara Caminati
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