Paola Mele - Direttore Medico RSA Villa San Giuseppe – Milis (OR)
Daniela Solinas – Responsabile Sistema Qualità Fondazione IRAS
Le RSA in Sardegna si sono caratterizzate per il continuo mutamento negli anni della tipologia e presa in carico degli Ospiti da persone non autosufficienti clinicamente stabilizzate a persone in condizioni di elevata intensità sanitaria (situazioni di postacuzie, stati neurovegetativi, stati terminali della vita ecc.).
La RSA “Villa San Giuseppe” si è fatta carico per prima di questa tipologia di Ospiti dando risposte concrete al sistema sociosanitario nell’evitare ricoveri impropri.
La storia
La Fondazione ISTITUTI RIUNITI DI ASSISTENZA SOCIALE (Onlus) nasce nel 1966 dalla fusione della “Casa di Riposo San Giuseppe” e della “Casa dell’Infanzia Gesù Bambino”, enti che di fatto erogavano assistenza ai minori e alle persone anziane fin dal 1943, ed è situata in una zona centrale della Sardegna, nel comune di Milis, in provincia di Oristano.
Da metà degli anni ’80, sotto la guida del Presidente Bruno Vacca, si è trasformata radicalmente dedicandosi esclusivamente all’assistenza alle persone anziane, persone con disabilità e persone svantaggiate in genere, sia autosufficienti che non autosufficienti.
Su un’area di circa 10.000 mq., sono stati recuperati e trasformati tre fabbricati che, raccordati da piazzette, percorsi pedonali, anfiteatro e zone verdi attrezzate, comprendono:
- due strutture socio assistenziali, la Comunità Alloggio “Le Viole” (P.L. 15) destinata a soggetti autosufficienti o parzialmente tali, e la Casa Protetta “Le Camelie” (P.L. 30), destinata a soggetti non autosufficienti con grave compromissione dell’autonomia psico-fisica;
- una struttura sociosanitaria, la R.S.A. (Residenza Sanitaria Assistenziale) “Villa San Giuseppe” (P.L. 65), prima in Sardegna ad essere costruita, autorizzata al funzionamento e accreditata con il S.S.N. nel 1997.
Nelle strutture prestano la loro attività 119 figure professionali tra medici, psicologi, infermieri, O.S.S., animatori, fisioterapisti, personale alberghiero e amministrativo.
La RSA “Villa San Giuseppe”
La RSA rappresenta la realizzazione dell'impegno di tante persone nella costruzione di un grande progetto.
Collocata al centro del territorio della ASL di Oristano, concorre infatti alla creazione di una rete di servizi sociosanitari in favore delle persone fragili della provincia e per la posizione favorevole accoglie anche persone provenienti da tutta la Sardegna.
La struttura è organizzata e articolata al suo interno in modo da garantire agli Ospiti e agli operatori spazi adeguati e funzionali per tutte le attività previste. La logica che ha dettato l’organizzazione di tutta la logistica è stata quella di ricreare per l’Ospite un ambiente familiare di Casa, e sociale di Comunità. Particolare cura è stata posta quindi nella scelta dei colori e degli arredi. Ogni nucleo viene individuato per il colore predominante: i pavimenti, le pareti, gli arredi, i corrimano, le porte sono tutti coordinati tra loro al fine di dare un senso di appartenenza “domestica” all’Ospite ed evitare quel disorientamento tipico delle persone che si avvicinano alla vita comunitaria.
Gli arredi, pur con caratteristiche tecnologiche avanzatissime (ogni posto letto è tra l’altro dotato di impianto di ossigeno e vuoto), hanno un aspetto domestico e le finiture, in essenze di legno, emanano quel tipico calore “familiare” indispensabile per la serenità degli Ospiti.
È dotata, inoltre, di una grande palestra attrezzata per la riabilitazione motoria attiva e passiva.
È circondata da un parco attrezzato, arredato in modo confortevole. Gli spazi esterni sono stati studiati e realizzati con lo scopo di ricreare, all’interno della Comunità, momenti di aggregazione tipici dei nostri paesi sardi. E’ stata infatti realizzata una piazza (“La piazza del paese nella Comunità”) con un piccolo anfiteatro quale luogo di incontro adibito anche per manifestazioni e attività all’aperto. Un piccolo laghetto con ponticello, zampillo e cascata richiamano un senso di serenità tipico dell’acqua.
E’ stato realizzato il “Giardino dei Sensi” (primo in Sardegna), per rispondere alle complesse esigenze poste in essere quotidianamente dall’ospite e ridurre al minimo lo stress e le tensioni causate dalle demenze.
A chi è rivolta la RSA
La RSA “Villa San Giuseppe” è una struttura residenziale sociosanitaria rivolta prevalentemente a persone in età o fase della vita di prevalente interesse geriatrico che hanno perso l’autonomia nelle attività della vita quotidiana e si trovano in condizioni sanitarie connotate da comorbilità, severità ed instabilità clinica, non tali da richiedere cure intensive ospedaliere. Le persone anziane e talvolta adulte, si trovano in situazione di non autosufficienza per esiti di patologie fisiche, psichiche, sensoriali o miste che per problematiche sanitarie o sociali non possono essere assistite a domicilio. Generalmente l’ospitalità è temporanea con durata da 30 giorni ad un anno, ma possono essere ospitate in maniera anche continuativa quando trattasi di persone in stato neurovegetativo o in fase terminale della vita necessitanti di alta intensità assistenziale. In quest’ottica svolge funzione di struttura residenziale territoriale, intermedia tra l’ospedale e il domicilio assicurando la continuità nel percorso di cura e assistenza a persone non autosufficienti. La RSA garantisce la necessaria integrazione sociosanitaria mediante un approccio globale ai bisogni della persona attraverso una metodologia di tipo multidimensionale (VMD) e interdisciplinare.
Come si accede in RSA
Come stabilito dalle linee di indirizzo emanate dalla Regione Autonoma della Sardegna, alla RSA si accede, previa richiesta formale, tramite il Punto Unico di Accesso (PUA) del Distretto sociosanitario in cui risiede la persona. La richiesta può essere inoltrata dalla persona interessata o un suo familiare, dal Medico di Assistenza Primaria che ha in cura il paziente, dall’Unità Operativa Ospedaliera presso cui la persona si trova ricoverata, dal Servizio Sociale Professionale del Comune di residenza, da altre strutture territoriali residenziali in cui la persona non autosufficiente è ospite.
La richiesta di inserimento viene esaminata da un’apposita équipe interdisciplinare, la “Unità di Valutazione Territoriale” (UVT), che, previa Valutazione Multidimensionale (VMD),definisce la risposta più appropriata per la persona affidandola al servizio della rete territoriale dei servizi sociosanitari. Condizione per l’inserimento in RSA è la “non autosufficienza” in relazione a fattori sanitari, sociali, relazionali e l’impossibilità ad essere assistiti al proprio domicilio. L’UVT definisce un piano assistenziale personalizzato di massima (PAI), con gli obiettivi ed i tempi per la sua attuazione, stabilendo successive verifiche per il proseguimento della permanenza o la sua dimissione.
I servizi
La R.S.A. “Villa San Giuseppe” ha una ricettività di 65 posti letto, suddivisi in 5 nuclei residenziali destinati ad ospitare utenti con simili esigenze assistenziali. La struttura offre diversi servizi, quali:
• assistenza sanitaria generale e specialistica diurna con reperibilità notturna
• assistenza infermieristica
• assistenza riabilitativa motoria, neuromotoria, cognitiva e comportamentale
• attività ricreative, culturali ed occupazionali
• assistenza alberghiera
Tipologia degli Ospiti
La tipologia dei nostri ospiti:
• Lungodegenti dimessi da Unità Operative Ospedaliere di Rianimazione in stato neurovegetativo permanente
• Persone in fase terminale della vita oncologici e non oncologi
• Neurologici con esiti di insulti cerebrali gravi, Sclerosi Multipla, Sclerosi Laterale Amiotrofica, Parkinson
• Politraumatizzati (soprattutto esiti di fratture di femore e vertebre da cadute accidentali)
• Persone con Malattia di Alzheimer ed altre forme di demenza
• Persone in ventilazione assistita continua (a cui da circa un anno è stato destinato parte di un nucleo)
La tipologia dei nostri ospiti ha subito un continuo mutamento negli anni, da soggetti anziani e non autosufficienti ma clinicamente stabilizzati, a condizioni cliniche con instabilità clinica e con elevata intensità sanitaria come le postacuzie, gli stati neurovegetativi, le insufficienze respiratorie in ventilazione assistita, gli stati terminali della vita, offrendo pertanto prestazioni di Hospice e Lungodegenza.
Nella totalità dei casi si tratta di soggetti affetti da pluripatologie, i cosidetti “soggetti fragili”; ne deriva la necessità di valutare questi soggetti in tutte le loro “dimensioni”. La metodologia della cura e dell’assistenza si basa sulla Presa in carico globale dell’ospite, che viene attuata attraverso la valutazione multidimensionale (VMD), ossia una valutazione interdisciplinare nella quale vengono identificati, descritti e spiegati i molteplici problemi dell’ospite, vengono definite le capacità funzionali, stabilite le necessità assistenziali, sviluppato un piano di trattamento e di cure che si traduce nel progetto assistenziale individuale (PAI), nel quale i differenti interventi sono commisurati ai bisogni ed ai problemi.
Il modello assistenziale adottato è pertanto di tipo personalizzato, basato sull’individuazione degli obiettivi, la logica dei progetti, e la verifica dei risultati. La personalizzazione degli interventi si esplica nel PAI che indica il percorso proposto per ciascun ospite, gli obiettivi, gli strumenti e i tempi.
La VMD utilizza come strumenti delle scale di valutazione validate a livello internazionale che permettono di quantificare la funzione indagata e di standardizzare i risultati, rendendoli confrontabili e monitorabili nel tempo.
Alla VMD partecipa un’équipe interdisciplinare, formata dalle diverse figure professionali operanti nella RSA.
Entro i primi 10 giorni dall’inserimento l’équipe interdisciplinare si riunisce nella Unità Operativa Interna (U.O.I.) e dalla valutazione di tutte le informazioni, scaturisce il Piano Assistenziale Individuale.
Periodicamente il PAI viene sottoposto a verifiche e ricalibrato sui bisogni e le condizioni dell’Ospite.
L’organizzazione
Nell’intento di mantenere gli standard di qualità raggiunti e percepiti dagli utenti, la Fondazione ha intrapreso, nel 2004, il percorso della certificazione di qualità, in base ai requisiti della norma UNI EN ISO 9001:2000 con riferimento specifico all’ Erogazione di servizi sociosanitari e riabilitativi in Residenza Sanitaria Assistenziale (R.S.A.) e socio-assistenziali in Casa Protetta e Comunità Alloggio.
L’obiettivo raggiunto rappresenta l’assunzione di impegno nei confronti dei nostri Ospiti, loro familiari e degli Enti Pubblici di riferimento, mirata a:
• una sempre maggiore affidabilità nell’erogazione dei servizi;
• l’erogazione dell’assistenza centrata sui bisogni dell’Ospite;
• la riqualificazione e aggiornamento continuo e costante del personale operante nella Fondazione;
• la difesa dei diritti dell’Utente;
• il miglioramento dell’immagine e della reputazione;
• l’oculata gestione economica.
Per garantire l’adempimento di impegni di tale portata, la Fondazione ha fatto sua l’organizzazione per la qualità adottandola quale modello di riferimento per lo svolgimento di tutti i processi aziendali, fissando di volta in volta obiettivi-sfida da raggiungere nell’ottica del miglioramento continuo e operando anche per dare effettiva realizzazione a quei principi normativi che prevedono forme di collaborazione degli Enti Locali nella verifica della qualità dei servizi e della soddisfazione degli utenti, nonché forme di coinvolgimento delle Associazioni di volontariato, delle Associazioni sindacali, delle altre formazioni sociali portatrici di istanze dell'utenza.
IL Sistema Atl@nte
Per la gestione dei servizi alla persona e per la VMD viene utilizzato lo strumento informatico “Sistema Atl@nte” che permette di gestire l’informazione sullo stato di salute della persona (intesa in senso globale nelle aree funzionale, sanitaria, cognitiva e sociale), di attuare progetti personalizzati, monitorabili e rivalutabili nel tempo, passando da un’organizzazione di lavoro orientata alle prestazioni ad una orientata ai risultati.
Il sistema permette di raccogliere, mantenendo la storicità del dato, i test di valutazione utilizzati, rielaborare i dati raccolti ed effettuare delle macro analisi, generare dei documenti di sintesi. Attraverso Il sistema Atl@nte si ha la possibilità di valutare anche la qualità dei servizi attraverso una serie di indicatori di qualità, quali:
- La tempestività della presa in carico che prevede la VMD e la definizione del PAI entro 10 giorni dall’inserimento
- L’attivazione della fisiochinesiterapia entro tre giorni dall’inserimento
- Lo sviluppo di lesioni da decubito nei soggetti ad alto rischio, la riduzione del rischio, il miglioramento del grado della lesione
- La valutazione del miglioramento funzionale nelle diverse dimensioni dell’Indice di Barthel.
Alcuni dati
Prevalgono gli ospiti anziani (69%) con grosse percentuali di “grandi anziani”( 33%), anche se un buon 23% riguarda persone al di sotto dei 64 anni.
Per quanto riguarda il profilo sociosanitario degli ospiti solo il 23% risulta stabile o moderatamente stabile, il restante 77% è costituito da persone con instabilità clinica più o meno intesa; il grado di autosufficienza è molto ridotto (quasi la totalità degli Ospiti mostra una dipendenza nelle attività di base della vita quotidiana pressoché totale).
Il Giardino dei Sensi
La sua realizzazione ha solo potenziato il significato ed il valore di un'organizzazione ambientale di vita già presente all'interno della struttura e sentita come indispensabile, perchè facilitante e non inibente il movimento del paziente, che deve esprimersi senza limiti o pericoli. Ma il Giardino dei Sensi rappresenta anche lo spazio in cui ripristinare un contatto con la natura, il piacere della libertà e tutto questo vuol dire opporsi con forza all'idea di una RSA solo come luogo contenitivo.
Il concetto di base del “Giardino dei Sensi” è che esso deve rappresentare un percorso guidato, all'interno del quale le persone affette da demenza possono muoversi liberamente, senza pericoli, in vialetti pavimentati oppure in spazi verdi, senza alcun tipo di ostacolo, e caratterizzato da un buon numero di panchine e corrimani. La guida ideale è rappresentata dalla natura: chi lo frequenta e vi sosta entra, infatti, in contatto con i diversi colori e aromi delle varie specie di piante presenti. Facilità d’orientamento, sicurezza, libertà di movimento, privacy e serenità, stimolazione sensoriale, sperimentazione terapeutica, sono i principi fondatori di un progetto valido.
I suoi punti di forza sono:
• il colore, in cui viene stimolata la percezione visiva attraverso i contrasti cromatici della vegetazione caratterizzate da piante selezionate per garantirne la presenza in ogni periodo dell’anno;
• il gusto, l’olfatto e il tatto che comprendono due zone, di cui una destinata alla cura della persona, che viene effettuata passeggiando e sostando in quello che tecnicamente viene chiamato giardino riflesso; la seconda dove è possibile coltivare piante e fiori che aiutano l’ospite a prendersi nuovamente cura di ciò che gli sta intorno: ortoterapia.
Il risultato raggiunto è stato quello di aver creato un luogo dove l’ospite può avvalersi di diversi stimoli, seguire esperienze interattive, maturare delle conoscenze, apprendere rilassandosi o svagandosi semplicemente.
lunedì 5 ottobre 2009
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